Il modo in cui la comunicazione avviene tra le persone negli ultimi anni è cambiato radicalmente grazie all’utilizzo dell’AI. Di conseguenza, quello che sta succedendo è che ormai due terzi dei comunicatori usano direttamente l’intelligenza artificiale per creare testi e post per i propri canali.
Cosa comporta tutto questo? La differenza più sostanziale che questo cambiamento causa è che il lettore fatica sempre di più a distinguere un testo generato dall’AI da uno scritto da una persona reale. Tuttavia, a livello di percezione, il pubblico avverte meno controllo e soprattutto meno empatia nel dialogo con il brand.
Quindi è corretto usare le risposte automatiche dell’AI ovunque oppure no? La risposta che emerge dall’analisi dei contenuti online è che sicuramente tramite questi strumenti avremo testi corretti dal punto di vista della lingua e impeccabili per la grammatica. Se però li osserviamo dal lato umano, queste risposte risultano spesso fredde e distaccate: se il nostro scopo è trasmettere un valore e non semplicemente riempire uno spazio con parole generiche, delegare tutto alla macchina non è la scelta giusta per il nostro lavoro.
Di conseguenza, ciò che fa Smartitaly in questi casi è utilizzare l’AI per velocizzare la ricerca e ottimizzare i processi operativi, preservando però quel tono di voce e quell’approccio autentico che rendono unica e riconoscibile la voce dell’azienda.
